di Alessandra Cristiani/PinDoc
in residenza a settembre 2025
prova aperta il 26 settembre ore 18.30
Teatro Biblioteca Quarticciolo
L’artista si raffigura questi primi passi esplorativi come il tentativo di oggettivare una condizione performativa, che consenta l’incontro-scontro frontale con dei corpi grezzi, corpi in germe, corpi residui, estremamente vitali per qualche loro oscuro desiderio o per qualche loro piglio critico, che vanno accumulandosi come strana materia, in qualche luogo del corpo e che da questo interno premono in cerca di un mondo possibile. Si augura di indugiare, di macerare, saccheggiare un archivio emozionale per reperire corpi nuovi in dialogo con i disastri del tempo contemporaneo.
Alessandra Cristiani Best Actress critic per il corto Un appartamento vuoto, regia Sara Masi e Francesco M. Mortati, Stockholm city film festival, 2024. Nomination Premio Ubu 2018 come migliore attrice o performer per gli spettacoli Clorofilla e Euforia. Premio Excelsoir come migliore attrice per il corto La foto, regia di Sara Masi, 1997. Dal 1996 indaga il pensiero e la pratica del Butō. Crea e dirige con la compagnia Lios la Rassegna Internazionale di Danza Butō Trasform’azioni (2001-2011). Il progetto La fisica dell’anima. Francesca Stern Woodman vince il sostegno Scenari Indipendenti 2008. È coreografa in residenza per la Filarmonica di Roma (2011-13). Tiene docenze a contratto presso L’Università di Roma Tre sulle tecniche performative dell’Ankoku Butō e l’Euritmia steineriana (2016/25). Lavora come solista e nella compagnia Habillé d’eau, Premio Ubu 2018 per lo spettacolo di danza Euforia.
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DAL LABORATORIO LO SGUARDO PERFORMATIVO
Spettatore 1: Assistere a una prova mi ha dato la sensazione di essere dentro qualcosa che ancora si stava decidendo — e questo mi ha coinvolta più di quanto mi aspettassi. C’è stato un momento in cui ho quasi voluto alzarmi, non per paura, ma per una specie di riconoscimento.
Spettatore 2: “Shadow” affronta il tema del doppio con la maturità di un’artista e di un corpo come quello di Alessandra Cristiani. L’uso della luce è il punto di forza: calibrato, trasforma la superficie in campo semantico.
Spettatore 3: Ogni ombra è un’altra storia che non sai, come le fotografie di famiglia in cui qualcuno è mosso — presente e assente insieme. “Shadow” ti lascia con domande che non sapevi di avere. È interessante pensare che quello che abbiamo visto cambierà ancora.


