di Charlie Khalil Prince
in residenza a febbraio 2026
prova aperta + incontro il 19 febbraio ore 18.30
Teatro Biblioteca Quarticciolo
Shifting the silence si sviluppa come una ricerca in movimento, un campo aperto in cui memoria e presenza si scontrano. Parte dal corpo come luogo di inscrizione, segnato dall’esilio, dall’eredità coloniale e dalle fratture dello sfollamento. In che modo i corpi portano con sé storie di violenza e cancellazione, e come può la danza rifiutare queste eredità trasformando la vulnerabilità in rivolta? La ricerca attinge a molteplici tradizioni di movimento: la dabke, con la sua forza comunitaria e la sua sfida alla frammentazione; il balletto, con la sua disciplina verticale e il peso della sua eredità europea; e la danza contemporanea, porosa e ricercata, inquieta nel suo desiderio di smantellare e ricostruire la forma. Questi vocabolari non si armonizzano, ma si scontrano, si interrompono e si disturbano a vicenda, producendo una coreografia in cui le sottomissioni culturali sono sia ricordate che destabilizzate. Movimento e musica esistono in reciprocità. L’atto di produrre suoni è coreografico, modella l’aria in ritmo, mentre l’atto coreografico è musicale, incide il tempo con melodie incarnate. Questo incrocio di discipline crea un corpo che è allo stesso tempo strumento e archivio: un contenitore di lutto, un testimone di storie e un impulso che si protende verso futuri immaginari.
Charlie Khalil Prince è un artista libanese che si muove tra danza e performance. La sua ricerca è radicata nell’intersezione tra corpo politico e poetico. Il suo lavoro coreografico transdisciplinare e le sue installazioni sono state presentate in diversi importanti festival e teatri, tra cui SPRING Festival (NL), Dan-smakers Amsterdam (NL), Rencontres chorégraphiques internationales de Seine-Saint-Denis (FR), Vancouver International Dance Festival (CA), Oktoberdans (NO), Fabbrica Europa (IT) e BIPOD (LB). Nel 2018 ha ricevuto il prestigioso Boghossian Foundation Prize for Dance and Performance assegnato da Villa Empain a Bruxelles e Beirut. È stato inoltre un artista apap 2020 sostenuto dalla Commissione Cultura dell’Unione Europea per il periodo 2017-2020. Nel 2019 crea il suo primo pezzo NOT ON THIS EARTH, una collaborazione con la coreografa olandese Keren Rosenberg, creato e presentato in anteprima al DANSMAKERS di Amsterdam.
*
DAL LABORATORIO LO SGUARDO PERFORMATIVO
Spettatore 1: Il silenzio si è mosso davvero. Lo abbiamo sentito muoversi nella sala come se avesse un peso, un corpo.
Spettatore 2: “Shifting the Silence” tratta il silenzio non come assenza come materia plastica: plasmato, spostato, interrotto con precisione. La partitura spaziale è ben costruita e il senso del timing rivela una maturità compositiva.
Spettatore 3: Ogni silenzio ha una forma. Questo era rotondo, poi si è fatto spigoloso, poi quasi liquido. Ho pensato alle pause nelle conversazioni difficili — quelle che durano troppo e diventano un altro discorso. “Shifting the Silence” si guarda e si ascolta con la pelle. E alla fine, il silenzio che porti fuori è diverso da quello con cui sei entrato.



