Questo progetto nasce dal comune interesse della compagnia mk e del Centro Nazionale di Produzione Danza Orbita|Spellbound per la ricerca sul corpo nel paesaggio. Interpretato come traiettoria e non come territorio, il paesaggio diventa qui luogo dinamico di incrocio di progettualità e influenze diverse, stratificazioni culturali ed equivoci antropologici, e perde la sua connotazione prospettica per acquisire la ricchezza di una visione sferica di uno spazio proiettato nella contemporaneità.
Lo spettacolo è un formato modulare, adattato alla morfologia della città e alle vedute offerte dalla prospettiva urbana. Il pubblico fruisce la performance in cuffia, affacciato ad un punto panoramico della città da individuare di volta in volta. Il punto di vista è ampio e può interessare spazi molto vicini e molto lontani, collegati tra loro dalla traccia sonora (registrata in olofonia con una forte impronta cinematografica) e dalla dislocazione dei performer.
La veduta panoramica viene trasformata dall’ascolto in un luogo che galleggia tra il presente e il possibile, in un vero e proprio teorema sul paesaggio; lo spettatore si immerge in una veduta che non è più semplicemente l’immagine edulcorata di ciò che gli si para davanti, ma un concentrato di coincidenze e configurazioni dinamiche che spostano l’attenzione dello sguardo su altro, su movimenti ed informazioni contrastanti che superano la territorializzazione dello sguardo ed approdano ad un luogo di visione ibrido e poliglotta; è uno spazio dell’ altermodernità, in cui le diversità scavalcano il multiculturalismo in favore di un patrimonio immateriale del corpo.
Il reale è ora offuscato ora nitidamente messo a fuoco dal suono, che presiede al potere immaginifico della visione e rende possibile la moltiplicazione dei dettagli in un luogo dalle coordinate immaginarie e contraddittorie .
Strani complotti e misteriose attività ridisegnano il qui e ora per rileggere l’urbanità attraverso posture e segni di un altrove – che riafferma la propria presenza sfuggendo all’identità culturale – indagato da danze asciutte che possono essere molto vicine o lontanissime, all’orizzonte. Dentro e fuori dallo sguardo.
In questo progetto la danza è dunque letteralmente un punto di vista sul mondo che inscrive e afferma la figura nello spazio della comunità suggerendo allo stesso tempo una via di fuga.
Lo spettacolo è frutto della collaborazione tra artisti e artiste che provengono da ambiti differenti; accanto al nucleo di performer della compagnia, lo spettacolo si stratifica dinamicamente grazie alla partecipazione di performer con altri background coreografici e culturali, sviluppando la natura poliglotta delle sue premesse sulla immaginazione di un paesaggio svincolata da strettoie territoriali ed identitarie.