di Miranda Secondari
in residenza a settembre 2025
prova aperta + incontro il 3 settembre ore 18.30
spettacolo il 4 settembre ore 18.30
Teatro Biblioteca Quarticciolo
Gherminella è una pratica coreografica, un lavoro sul suono e sulla voce confusa. Gherminella – marachella, inganno – è una parola che deriva da un gioco di mano in cui veniva fatta sparire e riapparire una cordicella da una bacchetta. La performance si compone di elementi – suoni, voci, immagini e gesti – che appaiono e scompaiono nel dispiegarsi della maglia coreografica, costituita da movimenti lenti e precisi che ingannano e confondono lo spettatore. La voce è qui intesa come una voce confusa, non trascrivibile, in cui non vengono pronunciate parole significanti ma onomatopee, mormorii, fischi, clic, ecc. Lingua, labbra e faringe, come il resto del corpo, si contraggono e si muovono creando qualcosa che somiglia più a un rumore che a una voce articolata. A supportare il lavoro della performer, e confondersi con essa, c’è il suono dal vivo di Nicola Ratti, che elude la narrazione e resta ambiguo nella sua diffusione spaziale.
Miranda Secondari è una coreografa, performer. La sua pratica coreografica è orientata verso movimenti precisi e dilatati nel tempo che portano all’emersione d’immagini inattese e al raggiungimento dello stato di presenza come forma di resistenza. Lavora come danzatrice per la compagnia Altroteatro di Lucia Latour e fonda il collettivo Anagrama Coreografico, attivo fino al 2014. Negli anni successivi collabora come performer, coreografa e assistente alla coreografia con diverse realtà e artistə. Tra le collaborazioni, il musicista Nicola Ratti; cura inoltre la coreografia per il film Krapfen dell’artista Diego Marcon. Le sue creazioni più recenti, L’assente e GHERMINELLA, sono state presentate in festival di danza, teatro e arti performative, oltre che in gallerie e fondazioni, tra cui: Galleria d’Arte T293 (Roma); Centro Culturale XNL (Piacenza); Fondazione Michetti (Pescara); Raum – Xing (Bologna); Short Theatre – Festival di arti performative (Roma); rassegna Tra questa gente esiste un sentimento – Teatro Petrella (Longiano); Festival Ammutinamenti – Network Anticorpi XL (Ravenna); Galleria d’arte Solito (Napoli); Centro Pecci (Prato).
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DAL LABORATORIO LO SGUARDO PERFORMATIVO
Spettatore 1: Non sapevo cosa aspettarmi, e forse è proprio questo che ha reso tutto più vivo. Sapere che era un lavoro ancora non finito mi ha messa in uno stato diverso — più attenta, più presente. C’era qualcosa nell’aria, come un segreto sempre sul punto di essere detto. Quando è finito non riuscivo a spiegare cosa avevo visto, ma lo sentivo ancora addosso.
Spettatore 2: “Gherminella” lavora sull’inganno percettivo: lo spettatore è continuamente spiazzato tra ciò che crede di vedere e ciò che accade. Il linguaggio visivo è coerente, anche se il ritmo perde compattezza in alcuni passaggi — aspetto che in questa fase di lavorazione ha ancora margine per essere sciolto. Interessante poter osservare il materiale mentre prende forma.
Spettatore 3: Come guardare qualcuno che finge di non guardare. C’era qualcosa di giocoso, quella qualità del gioco in cui tutti fingono di credere alle regole. Mi è rimasto il gesto finale, nonostante la consapevolezza che non sia ancora “il finale”. E la curiosità di scoprire cosa diventerà.


